E' uscito con l’etichetta Maninalto! “…solo opere di bene“, il quarto album de il Maniscalco Maldestro, in free download sul sito de il Maniscalco su xl.repubblica.it
Mie le foto del booklet post produzione di Antonio Bartalozzi
La rivista IllyWords pubblica ogni anno due numeri distribuendoli nei negozi e bar Illy, in numerosi punti vendita e librerie in Italia e nel mondo. Ogni numero ha un tema. Il titolo del prossimo, che verrà presentato alla biennale di Venezia è "laboratorio caffè". Apre la rivista la mia foto realizzata in una delle storiche botteghe d'alabastro della nostra città di Volterra.
Obiettivi del corso:
Le lezioni sono rivolte ai principianti che desiderano avvicinarsi alla fotografia in maniera piacevole e costruttiva. Il corso offrirà le basi tecniche per realizzare al meglio ogni scatto e per
utilizzare il mezzo come forma di espressione.
Il corso prevede una uscita pratica, la revisione degli scatti e l'utilizzo di Photoshop per la post produzione.
Verranno consigliati manuali,autori e software digitali.
Durata 15ore
Lezioni: 5 lezioni in aula 1 uscita pratica
Costo: 40euro + Tesseramento (5euro)
Presso la sede della Libera Espressione Creativa (Accademia della Musica di Volterra Via Trento e Trieste,25)
Tel: 328-9499573
mail: vittoriomarrucci@gmail.com
Master in Fashion Styling - Polimoda International Institute
Find an object/garment out of Fashion and make it desirable and
fashionable.
Concept & Styling:
Rachel Hemier
Claudia Navarra
Liz Park
Snowy Zhang
Models:
Jennifer Selmanovic
Chiara Maddalena
Ximena Go
Photography
Vittorio Marrucci & Giulia Piermartiri
Il 13 maggio 1978 il parlamento italiano approvava la legge n. 180, "Accertamenti e trattamenti sanitari volontari e obbligatori", rimasta nella memoria storica italiana sotto il nome "Legge Basaglia", nome dello psichiatra promotore dell'iniziativa. La legge n. 180 rappresentò un nodo di svolta cruciale nel sistema sanitario nazionale e nella normativa sull'assistenza psichiatrica, imponendo la chiusura dei manicomi a livello nazionale, quelle strutture che, secondo le parole di Basaglia, erano divenute abitazione forzata, luogo di perpetua istituzionalizzazione dove il malato è costantemente "sotto processo, condannato - come dice Focault - ad essere posto sotto un atto di accusa il cui testo non è mai mostrato perchè è segnato nell'intera vita dell'asilo".
Testimone di un retaggio passato di confinamento e alienamento rimane una costellazione di strutture ospedaliere abbandonate sparsi sul territorio italiano come giganti addormentati. Da decenni
migliaia di persone hanno visistato e immortalato i resti dell'ormai diroccato Centro Psichiatrico di Volterra, adagiato su una collina a pochi passi dalla città. I padiglioni centrali,
abbandonati all'incuria, sono stati martoriati e saccheggiati da visitatori e vandali; nonostante ormai sia rimasto ben poco delle loro caratteristiche originali continuano ad essere un richiamo
per turisti e fotografi.
Ai margini degli edifici principali, dimenticato e di difficile accesso, è rimasto nascosto il Centro Ramazzini, struttura una volta dedicata alle camerate di degenza delle centinaia di pazienti.
Qui i ricoverati del manicomio dormivano, soggiornavano durante le pause dal lavoro, passeggiavano nel cortile protetto da reti e cancelli.
Discosto da altre strutture più famose non ha subito negli anni l'invasione e il saccheggio dei curiosi, anzi, utilizzata come magazzino per manichini e altri oggetti ha amplificato l'atmosfera
teatrale di ansia e incubi spezzati. Il Ramazzini è rimasto un edificio di innegabile fascino e suggestione, monumento innalzato alla imperfezione umanta, testimone di angosce, incubi sogni e
ansie. Altamente rappresentativa è la destinazione della struttura una volta manicomiale e a deposito di manichini, beffarde rappresentazioni di uomini e donne che, per il loro essere diversi,
per la loro malattia dovevano subire ogni giorno la custodia, il condizionamento, l'annullamento.
Testo di Nicola Gabellieri
E’ faticoso cambiare punto di vista, ma una volta riusciti a farlo tutto intorno a noi cambia prospettiva.
Dunque, in realtà, siamo noi che modifichiamo attraverso un’idea l’ambiente che ci circonda. Viaggiando per conoscere la realtà, scopriamo che nessuno potrà mai sapere con certezza quando un
viaggio avrà fine.
Molti si avvalgono di scorciatoie, di illusioni, di frenetici sentimenti per indirizzare lo sguardo dritto alle proprie mete, affogando le sensazioni nel desiderio di arrivare prima degli altri.
Un sistema competitivo che porta ad una classificazione. Chi è in testa detta le regole secondo il proprio privilegiato punto di vista; chi è in fondo, rischia di perdersi.
Contro questo meccanismo nasce il progetto Lecotrips, dedito ad esaltare la bellezza di viaggiare lentamente con sudore e rispetto,raccogliendo esperienze e riportandole per un miglioramento
della percezione della parola vivere.
Siamo giovani, vogliamo salvaguardare il mondo per garantire un futuro a chi verrà dopo di noi. Non esistono macchine per farlo, ci vogliono impegno e fatica costanti.
Libera Espressione Creativa
www.liberaespressionecreativa.com
E' finalmente disponibile il foto-libro dell'edizione 2012 del Lecotrips, il viaggio ecologico organizzato dalla L.E.C a fine estate, oltre 350km pedalando per la
toscana in risciò.
142 pagine a colori, 15 euro, ordinabile contattando me o la L.E.C..
Ordinabile e sfogliabile anche on-line su Blurb.
Mercantia 2012
Volantini ripieghevoli realizzati in occasione della 25° edizione di Mercantia, festival dedicato al teatro e agli artisti di strada.
Clicca sulle immagini
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Lost Renascentia
Photography: Serena Gallorini, Vittorio Marrucci - Fondazione Studio Marangoni
Concept & styling: IFA Fashion Business students
Collection: Eleonora Bruno - Polimoda Fashion Design
Hai & Makeup: Barbara neri & team - Class Salon Solution Style
Direction: Olga Niescier, Polimoda
Ponti Rossi
www.pontirossi.it
Photography: Vittorio Marrucci, Serena Gallorini
Sono passati oltre 100 anni dal 4 luglio 1904, quando in Toscana, a Larderello, vennero accese cinque lampadine grazie alla trasformazione in energia elettrica della forza del vapore prelevato dal sottosuolo.
Da allora la storia della geotermia è diventata un vanto dell'industria energetica italiana e un fiore all'occhiello per Enel Green Power, che attualmente gestisce 34 impianti geotermoelettrici in Val di Cecina e sull'Amiata (Toscana), con oltre 8700 utenze di teleriscaldamento, calore geotermico per 25 ettari di serre e una produzione elettrica di oltre 5 miliardi di kWh l'anno, pari al consumo medio di 2 milioni di famiglie italiane.
L'impianto di Larderello oggi è sicuro, ma i veleni causati da centinaia di chilometri di tubature foderate d'amianto sono ovunque. Si parla di 19 morti e di una lunga lista di ammalati di asbestosi, malattia polmonare cronica che deriva dall'inalazione di polveri o microfibre di asbesto (cioè amianto) che in alcuni casi è degenerata in mesotelioma pleurico, un tumore che si sviluppa attorno alle fibre di amianto nei polmoni.
Inoltre, secondo uno studio di Medicina Democratica ci sono 535 morti in più nell'area
geotermica e nei comuni entro 50km rispetto alle attese, causate dall'inquinamento di una geotermia mirata al profitto, dove non tutti gli impianti sono dotati di sistemi anti inquinanti che
limitino l'immissione di arsenico, boro, mercurio e altre sostanze nell'ambiente.
Fonti:
www.enelgreenpower.com
www.inail.it
www.medicinademocratica.org
Reportage sui rifugiati politci residenti nella ex scuola elementare S.Chiara Volterra
Videoistallazione: Nico Lopez Bruchi
Fotoistallazione: Vittorio Marrucci e Simone Stanislai
Etruski From Lakota
Davanti al Muro Ep
Fashion Styling Project, IFA Polimoda Fashion Business Class.
Concept & styling: IFA Fashion Business students
Outfits: Anjana Vijayan Jay, Camilla Vanegas - POLIMODA Fashion Design
Models: Anastasia Iakhina, Kai-Li Ma
Photography: Serena Gallorini, Vittorio Marucci – Fondazione Marangoni
Projections: Max Pinucci, Elena Degl'Innocenti, Francesca Cangioli - Animation Lights Project, animationlights.wordpress.com
Hair & make up: Elena, Michael – Class Salon Solution Style
Direction: Olga Niescier, Polimoda
Sulla rivista polacca di tendenze Take Me è uscito un artivolo di otto pagine dedicato a Projected Reality, il progetto Fashion Styling Project (di IFA Polimoda Fashion Business Class), ideato e coordinato dalla docente e stilista Olga Niescier. Nell’articolo, scritto da Niescier, compaiono le foto definitive del servizio, scattate da Serena Gallorini e Vittorio Marucci, hanno come protagonisti gli abiti disegnati dagli studenti, con le proiezioni di Animation Lights Project (Max Pinucci, Elena Degl’Innocenti, Francesca Cangioli). Hair&makeup: Class Salon Solution Style.
Sospesi
Sei scatti che rappresentano due contrapposti modi di vivere le manifestazioni studentesche che si sono svolte in Italia nel 2010 e nel 2011.
per Bubo Book piccole invenzioni
La Borrkia Big Band in posa per le foto promozionali del disco.
Fotografie di Simone Stanislai, Vittorio Marrucci e Antonio Bartalozzi.
In fuga.
Primo Piano e Libera Espressione Creativa presentano:
THE WALL
• ogni muro è un confine da abbattere •
Un progetto che ha come suo principale obiettivo quello di aprire una riflessione sul concetto di muro. Perchè i muri esistono, cosa rappresentano, aiutano la società o creano solo delle barriere
sociali e di classificazione?
Fotografie di Vittorio Marrucci
"FUTURE SOUL"
IFA/POLIMODA Fashion Management Master 2011
Al centro del mondo ci sono i giovani, la nuova generazione, il sangue del vostro sangue, i vostri figli e nipoti, il futuro, l'evoluzione della specie, la nuova società, coloro che porteranno
avanti la storia, ciò su cui puntare, a cui affidare tutto il meglio, l'energia propositiva e costruttiva, la voglia di cambiare, di migliorare, coloro che andrebbero stimolati, promossi,
agevolati ed ascoltati. Ai lati del mondo, ci sono sempre i giovani, quelli che si sentono ignorati, inascoltati, repressi, con sogni che non possono realizzare e potenzialità che non
possono esprimere, con idee e proposte che il mondo non riesce a vedere, ed apprezzarne la validità. Giovani che non vogliono più vedere ingiustizie, ma che vogliono risposte chiare alle loro
domande, che non vogliono abbassare la testa ma camminare a testa alta. Giovani stanchi di essere sfruttati e superficializzati, stanchi di rincorrere i propri sogni frenati dai repressivi
meccanismi sociali e dalle forme di disinteressamento allo sviluppo degli individui: “perché non si può”, “perché è impossibile”, “perché è sempre stato così”. Giovani calpestati, dalle speranze
stracciate.
Giovani complessi, incomprensibili, caotici. Nel fastidio che i giovani creano con le loro tendenze, con le loro grida, con le loro smanie, qualcuno cerca di ascoltarne l' essenza, di capire
quali siano le necessità per far si che quelle energie incontenibili trovino un canale, un indirizzo costruttivo, nel quale sviluppare le personali potenzialità; altri si fermano a percepire il
rumore generale dei giovani, come un disturbo del proprio equilibrio, cercando di reprimere le idee svianti da uno stile di vita confermato e staticamente funzionante. Credendo che l'
intero universo sia in continuo movimento, e con lui noi tutti, ma soprattutto ritenendo illusorio credere nella staticità dell' esistenza e dei meccanismi di vita, riteniamo fiduciosamente
importante che la comunicazione, lo scambio di idee e di sogni avvenga rispettosamente a prescindere dalle differenze generazionali e razziali, in quanto riteniamo che ogni individuo sia
fondamentale per la crescita globale. CAOTICI SILENZI è un omaggio alla bellezza dei giovani, alla loro infinita potenzialità, al legame che hanno con il loro territorio e alla grande
responsabilità che sin dalla nascita li lega tra loro, quella di dover creare un futuro.
L'esposizione CAOTICI SILENZI vuol rispolverare nelle persone il desiderio di impegnarsi perché i giovani possano riuscire a svilupparsi senza limiti in maniera creativa e libera, e abbiano la
dovuta comprensione nel loro percorso di crescita. Vuole riconoscere la gioventù come manifestazione della vita in stato di massima esplosione e dare valore alle intuizioni e agli errori dei
giovani con metodi costruttivi e anti-repressivi. Vuole creare un ponte tra giovani e non-giovani, tra passato, presente e futuro, tra sogni e realtà. Questo è lo spirito di CAOTICI SILENZI,
specchio dello spirito di LEC e dei suoi giovani membri che svolgono ogni giorno le proprie attività uniti dal pensiero che ogni confine è creato per essere abbattuto, che il futuro nasce dal
presente e che un viaggio cominciato non avrà mai fine. Ricercare, attraverso una paziente pratica e comprensione, un'apertura sempre più rispettosa e stimolante nei confronti di coloro che ci
circondano, comporta impegno e responsabilità, ma se vogliamo migliorare questo mondo noi tutti dovremo ogni giorno armarci di coraggio ed imparare sempre meglio a farlo; forse un giorno diverrà
un automatismo della nostra specie, una caratteristica genetica! Con fiducia e amore vi ringraziamo per la vostra importantissima attenzione e partecipazione, e vi preghiamo di vivere una vita
speciale come voi!
Fotografie: Nico Lopez Bruchi,Vittorio Marrucci Simone Stanislai
Video: Matteo Gazzarri
Libera Espressione Creativa


































